LUCIA Capitolo II
Postato da Eunomia il Lunedì, 14 marzo @ 00:00:00 CET
_CONTRIBUTEDBY Eunomia
Romanzo rosa
LA COLLEGA ANNA
Un’altra mattina apparentemente normale, la colazione vede passare dalla cucina tutti i membri della famiglia: Guido di corsa beve un caffè ed esce, i ragazzi pigramente sorridenti parlano di un amico che non vedevano da anni ed hanno incontrato la sera precedente: ridacchiando commentano in modo molto critico i capelli, il giaccone, l’atteggiamento. Lucia si rende conto che restano pochi giorni prima che Guido se ne vada e i ragazzi vanno informati, ma ora sono così sereni, e poi lei non è pronta; la cosa migliore, forse, è parlare loro insieme a Guido. Del resto è lui che deve a tutti delle spiegazioni.
I ragazzi escono, Lucia si muove per casa in modo automatico, si veste distrattamente, fa il numero di telefono di Paola, ma immediatamente riattacca. Va in ufficio e si immerge nel lavoro, la concentrazione la aiuta, ma lo stomaco, indipendente da tutto il resto del corpo, se ne sta contratto a ricordarle, con un leggero bruciore continuo, cosa le sta capitando.
E’ l’ora della pausa. Anna, la collega di stanza chiama Lucia, ma lei non sente:
«Lucia! Che cos’hai? E’ da ieri che ti vedo strana, distratta, assente. »
«Niente, niente, sono solo un po’ stanca. »
«Hai bisogno di aiuto? Vai a casa, ti posso sostituire io nel pomeriggio, parla con il dottor Bensi, e domani starai bene di nuovo. »
«No Grazie, va tutto bene. »
Ma gli occhi le si riempiono di lacrime e non riesce a trattenere i singhiozzi. Anna si alza e chiude la porta accostata.
«Sentimi bene, sono quasi dieci anni che ti conosco e non va tutto bene. Cosa ti succede? Federico o Claudia hanno combinato qualcosa che ti preoccupa? »
Anna e Lucia sono compagne di stanza da diversi anni, fra loro c’è sempre stato un rapporto che non si può definire amichevole, ma certamente cordiale. Anna è una donna intelligente, capace nel lavoro, come del resto lo è Lucia, ma i loro interessi sono molto diversi, Anna, single convinta, passa il suo tempo libero a fare yoga, a leggere, ascoltare musica e soprattutto a progettare viaggi avventurosi che una volta l’anno, più o meno, realizza con gruppi di persone con il suo stesso stile di vita. Lucia ha speso per anni nella famiglia tutte le energie e non solo, anche tutti i pensieri della giornata, tolte le ore del lavoro, comunque dedicato al benessere della famiglia.
Lucia fra le lacrime racconta ad Anna cosa le sta succedendo: si sta confidando con una persona che ha sempre stimato, ma non ha mai considerato un’amica e le sembra la cosa più normale del mondo, anzi, le sembra che non avrebbe potuto parlare altro che con lei. Fino al giorno prima si era spesso sentita quasi in imbarazzo a parlare della sua vita privata, forse ritenendo che Anna, non avendo figli e avendo una vita così diversa dalla sua, non l’avrebbe capita, e comunque, forse, l’avrebbe trovata banale.
Lucia parla a lungo, parla del suo dispiacere, della difficoltà che ha ad affrontare il problema con i ragazzi, delle sue preoccupazioni per il futuro suo e dei suoi figli, della rabbia che ha dentro. Anna ascolta attenta, interessata, partecipa alle emozioni della collega, le risponde con calma e concorda con lei che sarebbe meglio se i genitori insieme parlassero ai ragazzi.
«Prima di tutto, dice Anna, devi cercare di capire i tuoi sentimenti e le tue emozioni di questo momento, capire che cosa vuoi veramente e poi con calma devi cercare di ottenerlo. Non ti far guidare dall’orgoglio e dalla rabbia che forse occupano i tuoi pensieri e non ti lasciano lo spazio mentale per individuare ciò che per te è veramente importante. Certamente, il comportamento di Guido è grave, ma tutti si può sbagliare. Se pensi che per la tua famiglia sia giusto, parla con lui senza aggredirlo e proponigli di provare a ricominciare, è una cosa che succede tante volte. Ma se proponi questo, devi essere disposta a perdonare e a farlo davvero, non si può vivere tutta una vita amareggiati. Una famiglia come la tua è qualcosa di importante, forse vale la pena cercare di salvarla. Se invece pensi di non poter perdonare, è meglio se insieme parlate con i ragazzi, ma considera bene le due ipotesi e non fare passi affrettati che potrebbero portare a situazioni irreparabili e di cui ti potresti pentire. »
Anna ha parlato con calma, con garbo, interessata al problema. Lucia, che la mattina aveva pensato di concordare con Guido un colloquio con i ragazzi, adesso non sa più che fare. E’ possibile che la spregiudicata, moderna e intellettuale Anna le abbia detto cose che lei, così tradizionalista, non aveva neanche preso in considerazione? Una cosa è certa, è vero che prima si deve riflettere, guardarsi dentro, capire se stessi, ma con le ferite che bruciano è molto difficile avere un atteggiamento distaccato e considerare freddamente la situazione, anzi è impossibile! Continuamente Guido le appare mentre abbraccia sorridente quella estranea, e la bacia, e sorride, e più del solito i capelli sono tagliati con cura, con il ciuffo appena un po’ grigio che si muove sulla fronte, gli abiti ben scelti, provati e lasciati fuori dell’armadio e vede se stessa a riporli con cura! Una nuova ondata di rabbia attraversa tutta la persona di Lucia.
La pausa pranzo è finita, Lucia ed Anna non hanno mangiato, riprendono il lavoro ma ogni tanto il loro discorso torna su Guido. Lucia parla, racconta, un po’ piange, ma piano piano si calma e si sente più forte per affrontare il rientro a casa.
Anna si fa promettere che quella sera non parlerà del problema con i ragazzi e non aggredirà Guido e cercherà in tutti i modi di prendere tempo.
Lucia si sente confortata. Non avrebbe mai pensato che Anna potesse essere così rassicurante. Cosa c’è che le ha permesso di aprirsi con lei così facilmente? E’ semplice, Anna è una persona che non sputa giudizi sul prossimo. E’ vero, non ci aveva mai pensato in tanti anni, ma un comportamento così corretto le ha fatto individuare facilmente in lei la persona con cui parlare. Con Paola ha sempre parlato di tutto, ma in questa situazione una sorella è certamente coinvolta e quindi difficilmente avrebbe potuto trasmettergli calma e poi avrebbe forse parlato con la loro mamma e lei con il babbo e tutta la famiglia sarebbe entrata in fibrillazione creandole ancora più ansia di quella che già ha. Certamente è stata fortunata a trovare la disponibilità tranquilla di Anna.
Fuori piove. Anna offre un passaggio in macchina a Lucia, per strada non parlano, ma Lucia si sente in grado di passare una serata serena con i figli, di essere calma quando incontrerà Guido. Lucia è arrivata, Anna si ferma e la saluta:
«Ciao a domani. Coraggio! »
Continua...
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